Musica degli anni 2010
Musica degli anni 2010
Un panorama enciclopedico di un decennio di streaming, globalizzazione e rinnovamento artistico radicale
Introduzione
La musica degli anni 2010 appartiene a un mondo definitivamente connesso, globalizzato e frammentato in nicchie infinite. Per la prima volta nella storia della musica popolare, un artista formatosi a Seoul, Lagos o São Paulo può conquistare simultaneamente le classifiche di Parigi, Tokyo, New York e Buenos Aires nel giro di pochi giorni, senza aver mai messo piede in nessuna di quelle città. Questa universalizzazione istantanea, resa possibile dallo streaming e dai social network, rappresenta la trasformazione più profonda che la distribuzione musicale abbia vissuto dall’invenzione del disco.
Sul piano artistico, il decennio trabocca di capolavori e personalità straordinarie. Adele batte tutti i record di vendita con una sincerità disarmante. Kendrick Lamar eleva l’hip-hop a una dignità letteraria senza precedenti, premiata con il Premio Pulitzer nel 2018 — un assoluto primato per un artista della musica popolare. Beyoncé ridefinisce l’album come atto politico e artistico totale con Lemonade (2016). Stromae impone il francese come lingua del pop mondiale. E Billie Eilish, rivelata a 17 anni, annuncia sul finire del decennio l’arrivo di una nuova generazione, nata con Internet e i social network, che non ha più nulla da dimostrare al tradizionale establishment musicale.
Contesto storico e culturale
Gli anni 2010 si inscrivono in un contesto mondiale segnato da una serie di grandi scosse politiche e sociali. la Primavera Araba (2010–2012), i movimenti Occupy Wall Street e Black Lives Matter (quest’ultimo nato nel 2013 dopo la morte di Trayvon Martin), il voto sulla Brexit (2016) e l’elezione di Donald Trump (2016) ridisegnarono il panorama politico occidentale e alimentarono una musica sempre più impegnata, contestataria e identitaria. Le questioni di razza, genere, orientamento sessuale e appartenenza culturale attraversarono il decennio musicale con un’intensità non vista dai tempi degli anni Sessanta.
Il movimento #MeToo, emerso nell’ottobre 2017 dopo le rivelazioni sul produttore Harvey Weinstein, scosse profondamente l’industria musicale e culturale, conferendo nuova risonanza alle canzoni di empowerment femminile che artiste come Beyoncé, Rihanna e Taylor Swift stavano costruendo sin dall’inizio del decennio. La musica divenne uno spazio di resistenza, rivendicazione e celebrazione delle identità emarginate con una forza senza precedenti nella storia recente.
« Music, at its best, is the sound of its time. » — Questa verità, ripetuta instancabilmente dai critici, trova negli anni 2010 un’illustrazione particolarmente calzante: raramente un decennio musicale è stato così strettamente legato agli sconvolgimenti politici e sociali della propria epoca.
La democratizzazione degli strumenti di produzione musicale — software come GarageBand, Logic Pro e FL Studio accessibili su un semplice laptop — permise a un’intera generazione di produttori autodidatti di creare e distribuire la propria musica senza un’etichetta discografica né uno studio professionale. Billie Eilish registrò il suo primo album mondiale, When We All Fall Asleep, Where Do We Go? (2019), nella camera da letto di suo fratello a Los Angeles. Questo fatto emblematico illustra meglio di qualsiasi altro la democratizzazione radicale della creazione musicale professionale.
L’era dello streaming: Spotify, YouTube, algoritmi
Il decennio è prima di tutto quello della vittoria definitiva dello streaming su tutte le altre forme di consumo musicale. Spotify, fondato in Svezia nel 2006 ma lanciato negli Stati Uniti solo nel 2011, si impose progressivamente come la piattaforma di riferimento mondiale. Nel 2019 contava più di 230 milioni di utenti attivi in 79 paesi, di cui 108 milioni abbonati paganti. La musica era ormai accessibile nella sua totalità, istantaneamente, ovunque, per il prezzo di un abbonamento mensile inferiore al costo di un singolo CD.
Questa profonda trasformazione rimescolò le carte dell’industria musicale. Le entrate degli artisti indipendenti aumentarono grazie alla facilità di distribuzione digitale attraverso aggregatori come DistroKid e TuneCore. Tuttavia, il modello economico dello streaming scatenò intensi dibattiti sulla giusta remunerazione dei creatori: un singolo ascolto su Spotify genera in media meno di un centesimo di euro per l’artista, richiedendo decine di milioni di stream per generare un reddito significativo. I grandi artisti si adattarono mettendo al centro delle proprie fonti di reddito i concerti, i tour mondiali e il merchandising.
YouTube rimase il principale spazio di scoperta musicale mondiale con oltre due miliardi di utenti. L’algoritmo di raccomandazione della piattaforma giocò un ruolo sempre più importante nella costruzione dei successi: poteva catapultare un artista sconosciuto alla fama mondiale nel giro di poche settimane. Il video di Psy, Gangnam Style (2012), il primo a superare il miliardo di visualizzazioni su YouTube, incarna alla perfezione questo potenziale virale planetario. Sul finire del decennio, TikTok — lanciato a livello internazionale nel 2018 — cominciava a rivaleggiare seriamente con YouTube come vettore di scoperta musicale, annunciando una nuova rivoluzione nelle abitudini di consumo.
Il pop mondiale, tra grandeur e intimità
Gli anni 2010 furono segnati da una fertile tensione creativa nel pop: da un lato la produzione di grandi spettacoli antémici destinati agli stadi — inni collettivi sostenuti da melodie indimenticabili e produzioni sontuose —, dall’altro una crescente aspirazione verso l’autenticità, l’intimità e la vulnerabilità emotiva.
Adele incarna questo paradosso meglio di chiunque altro: la sua voce di potenza rara, i suoi testi autobiografici di sincerità disarmante e le sue produzioni sobrie le permisero di vendere decine di milioni di album in un’era dominata dallo streaming. 21 (2011) e 25 (2015) figurano tra gli album più venduti del XXI secolo. Ed Sheeran, armato soltanto di una chitarra acustica e di un pedalboard di effetti in loop, conquistò stadi di tutto il mondo con una formula folk-pop di devastante efficacia. Il suo album ÷ (Divide, 2017) batté diversi record mondiali di streaming nella sua prima settimana di pubblicazione.
Taylor Swift compì negli anni 2010 una delle evoluzioni artistiche più spettacolari del decennio: dal country pop di Fearless (2008) al synth-pop glaciale di 1989 (2014), passando per l’indie folk notturno di folklore (2020) — dimostrò una capacità di reinvenzione permanente mantenendo al contempo un legame emotivo unico con milioni di fan. Katy Perry, Lady Gaga e Ariana Grande — rivelata al grande pubblico nel 2013 — formarono una generazione di pop star che gestivano la propria immagine con totale maestria strategica nell’era dei social network.
Hip-hop e trap: dominio assoluto
Gli anni 2010 consacrarono l’hip-hop come il genere musicalmente e commercialmente più dominante del pianeta. Nel 2017, per la prima volta nella storia delle classifiche americane, hip-hop e R&B superarono il rock in termini di consumo totale, sommando tutti i formati. Una rivoluzione simbolica e fattuale che segnò la fine di una supremazia del rock durata sessant’anni.
Kendrick Lamar si impose come la coscienza artistica della propria generazione. I suoi album Good Kid, m.A.A.d City (2012), To Pimp a Butterfly (2015) — capolavoro del jazz-rap impegnato sull’esperienza afroamericana — e DAMN. (2017) gli valsero nel 2018 il Premio Pulitzer per la Musica, il primo riconoscimento di questo tipo assegnato a un artista che lavora al di fuori della musica classica o del jazz. Drake, figura dominante del decennio sul piano commerciale, inventò un rap-R&B introspettivo e malinconico — ribattezzato emo rap dai suoi detrattori — che avrebbe influenzato un’intera generazione di rapper.
La trap, nata ad Atlanta negli anni 2000 con T.I. e Young Jeezy, esplose negli anni 2010 sotto la spinta di Future, Migos, Young Thug e 21 Savage. Le sue caratteristiche sonore — hi-hat veloci e sincopati, bassi 808 tonanti, tempi lenti — invasero progressivamente non solo l’hip-hop ma anche il pop, l’R&B, l’elettronica e persino la musica latina. Post Malone e XXXTentacion, figure controverse della seconda parte del decennio, illustrarono la totale porosità tra trap, emo e pop mainstream.
In Francia, il rap francese visse un’età dell’oro senza precedenti. Booba, Nekfeu, Orelsan, PNL, Damso e Ninho spinsero i confini del genere, sia nella raffinatezza lirica, nell’innovazione sonora o nelle cifre di vendita. Orelsan, con l’album La Fête est finie (2017), vinse tre Victoires de la Musique e si impose come il più lucido cronista della propria generazione.
🎤 Beyoncé e l’album come atto politico
La pubblicazione a sorpresa di Lemonade (2016), accompagnata da un film visivo di un’ora trasmesso su HBO, segnò uno dei grandi eventi culturali del decennio. Questo monumentale album esplorò l’infedeltà coniugale, l’eredità della schiavitù, la solidarietà femminile nera e la resistenza delle donne con un’intensità artistica ed emotiva senza precedenti nella carriera di Beyoncé. Fu universalmente acclamato come uno degli album più importanti del XXI secolo.
R&B, soul e la nuova generazione vocale
L’R&B degli anni 2010 subì una profonda trasformazione, frammentandosi tra una corrente mainstream fortemente influenzata dalla trap e dall’elettronica, e un movimento alternativo — spesso designato con i termini R&B alternativo o PBR&B — che tornò alla sperimentazione armonica e a un’estetica più oscura e complessa.
Frank Ocean, con le mixtape nostalgia, ULTRA (2011) e l’album Channel Orange (2012), rivoluzionò il genere introducendo una candeur emotiva, un’onestà sulla propria identità sessuale e una raffinatezza armonica che gli valsero paragoni con i grandi cantautori del soul. The Weeknd, alter ego di Abel Tesfaye, distillò un R&B notturno, al contempo edonistico e malinconico, che lo proiettò in cima alle classifiche mondiali dal 2015 in poi. SZA, H.E.R. e Khalid incarnarono sul finire del decennio una nuova ondata di talenti femminili e maschili di notevole freschezza e profondità artistica.
EDM, musica elettronica e cultura dei festival
L’inizio degli anni 2010 fu segnato da un’esplosione senza precedenti dell’EDM (Electronic Dance Music) di massa. DJ-produttori come David Guetta, Calvin Harris, Avicii, Tiësto e Skrillex raggiunsero la notorietà delle rock star, riempiendo le sale più grandi e i festival più frequentati del mondo. Il modello del DJ come rock star — nato negli anni Novanta con pionieri come Carl Cox e Paul Oakenfold — raggiunse il proprio apice commerciale e mediatico.
Avicii, produttore svedese di genio, incarnò la perfetta fusione tra EDM di massa e melodie pop indimenticabili. Il suo brano Wake Me Up (2013), che mescolava elettronica e folk, fu uno dei singoli più riprodotti in streaming del decennio. La sua tragica morte nel 2018, all’età di 28 anni, rivelò le immense pressioni sopportate dagli artisti della scena elettronica mondiale. La scomparsa di Avicii innescò una presa di coscienza collettiva sulla salute mentale nell’industria musicale.
In Francia, i Daft Punk firmarono con Random Access Memories (2013) uno degli album più acclamati del decennio: registrato interamente con musicisti dal vivo, rendeva omaggio alla disco e ai suoni analogici degli anni Settanta e Ottanta in un magnifico paradosso creativo. Il singolo Get Lucky, con Pharrell Williams e Nile Rodgers, divenne uno dei brani più trasmessi del 2013 in tutto il mondo.
L’esplosione mondiale del K-Pop
Uno dei fenomeni più straordinari degli anni 2010 fu senza dubbio la conquista mondiale del K-Pop — musica popolare coreana. Questo genere, nato in Corea del Sud negli anni Novanta sotto l’impulso di agenzie di talent come SM Entertainment, JYP e YG Entertainment, attraversò negli anni 2010 i confini del proprio paese d’origine per diventare un autentico fenomeno culturale planetario.
Il punto di partenza simbolico fu il video di Psy, Gangnam Style, pubblicato nel luglio 2012: nel giro di poche settimane batté tutti i record di visualizzazioni su YouTube, diventando il primo video a superare il miliardo di visualizzazioni, poi i due miliardi. La sua coreografia del cavallo immaginario fu imitata in tutto il mondo, dai cortili delle scuole alle cerimonie ufficiali. Ma il vero tsunami K-Pop fu incarnato dai BTS (Bangtan Sonyeondan), un gruppo di sette giovani uomini fondato nel 2013, che si impose progressivamente come il gruppo più amato al mondo: furono i primi artisti coreani a raggiungere il numero uno della Billboard Hot 100 americana con Dynamite (2020, le cui radici risalgono agli ultimi anni del decennio precedente).
Il K-Pop propone un modello di produzione musicale radicalmente diverso dagli standard occidentali: anni di formazione intensiva degli idol, un’estetica visiva curata al millimetro, coreografie complesse e una gestione comunitaria dei fandom (ARMY per i BTS, Blinks per le Blackpink) attraverso i social network. Le Blackpink, formate nel 2016, confermarono con le loro componenti Jennie, Rosé, Lisa e Jisoo che il K-Pop femminile è altrettanto conquistatore sulla scena mondiale.
L’ascesa degli Afrobeats mondiali
Gli anni 2010 consacrarono gli Afrobeats — da distinguere dall’Afrobeat politico di Fela Kuti degli anni Settanta — come uno dei movimenti musicali più importanti e influenti del decennio. Nato in Nigeria, Ghana e nella diaspora africana di Londra e Parigi, questo genere ibrido fonde ritmi africani tradizionali, dancehall giamaicano, hip-hop americano e pop elettronico in un cocktail festoso e irresistibilmente danzabile.
Wizkid, Davido, Burna Boy e Tiwa Savage incarnarono questa generazione d’oro degli Afrobeats nigeriani. Wizkid collaborò con Drake al successo mondiale One Dance (2016) — il singolo più riprodotto in streaming dell’anno —, segnalando l’integrazione definitiva degli Afrobeats nel mainstream anglofono. Burna Boy, autoproclamato African Giant, portò l’afro-fusion alle proprie vette con l’album African Giant (2019) e una presenza scenica elettrizzante. In Francia, artiste come Aya Nakamura — il cui brano Djadja (2018) divenne la canzone in lingua francese più riprodotta in streaming di tutti i tempi — incarnarono l’incontro tra il pop francese contemporaneo e le influenze degli Afrobeats.
Indie folk, rock alternativo e scene indipendenti
Come contrappunto ai fenomeni di massa, gli anni 2010 videro fiorire una scena indie folk di notevole ricchezza. Bon Iver, Fleet Foxes, Sufjan Stevens, The National e Arcade Fire — il cui album The Suburbs (2010) vinse il Grammy come Album dell’Anno, una distinzione rara per un gruppo indipendente — delinearono un’estetica introspettiva, acustica e poetica che raggiunse un pubblico tanto ampio quanto esigente.
In Gran Bretagna, gli Arctic Monkeys raggiunsero un nuovo livello con AM (2013), l’album rock britannico più venduto del decennio nel Regno Unito. Florence + the Machine, The xx e Alt-J formarono una nuova ondata britannica che coniugava ambizione artistica e accessibilità melodica. Al di fuori dei circuiti anglofoni, Stromae dimostrò che il francese poteva essere la lingua di un pop mondiale ambizioso e singolare con Racine carrée (2013), album che vendette oltre tre milioni di copie e gli valse concerti negli stadi di tutto il mondo.
Artisti e figure emblematiche
Il decennio consacrò artisti la cui irradiazione culturale va ben al di là del solo ambito musicale:
- Adele — l’artista discografica più venduta del decennio, voce di un’intera generazione.
- Kendrick Lamar — Premio Pulitzer, coscienza dell’hip-hop contemporaneo, poeta dell’esperienza afroamericana.
- Beyoncé — regina assoluta del pop mondiale, artista politica e femminista totale.
- Drake — l’artista più riprodotto in streaming del decennio, inventore del rap malinconico di massa.
- Ed Sheeran — l’uomo con la chitarra che ha conquistato gli stadi di tutto il mondo.
- Stromae — il genio belga che ha imposto il pop francofono sulla scena mondiale.
- BTS — gli ambasciatori musicali della Corea del Sud, un fenomeno culturale planetario.
- Billie Eilish — la rivelazione della fine del decennio, voce di una gioventù ansiosa e creativa.
- Frank Ocean — architetto discreto dell’R&B alternativo, autore raro e visionario.
- Avicii — genio dell’EDM pop, scomparso troppo presto, lasciando un’opera luminosa.
- Burna Boy — punta di diamante degli Afrobeats mondiali, l’African Giant della propria generazione.
- Orelsan — cronista del disagio francese, Victoires de la Musique, voce di un’intera generazione.
La musica del mondo negli anni 2010
Gli anni 2010 segnarono la consacrazione definitiva della diversità musicale planetaria. Lo streaming e i social network abolirono le ultime barriere geografiche alla distribuzione musicale: una canzone in coreano, in yoruba, in portoghese brasiliano o in arabo dialettale può ora raggiungere orecchie in tutto il mondo senza traduzione né mediazione culturale.
In America Latina, il reggaeton completò la propria conquista planetaria con Luis Fonsi e Daddy Yankee, il cui brano Despacito (2017), nella versione remixata con Justin Bieber, divenne la canzone più riprodotta in streaming della storia e il primo titolo in spagnolo a raggiungere il numero uno della Billboard Hot 100 dal 1996. J Balvin, Bad Bunny e Maluma confermarono che la musica latina era ormai una forza culturale mondiale di prima grandezza.
In Africa, al di là degli Afrobeats nigeriani, la musica sudafricana visse una rinascita con il gqom e l’amapiano, generi nati nei township di Durban e Johannesburg, che cominciarono ad attrarre audience mondiali. In Asia, il K-Pop aprì la strada a scene musicali popolari giapponesi, cinesi, filippine e indonesiane che a loro volta aspiravano al riconoscimento internazionale.
Eredità e influenza duratura
L’eredità degli anni 2010 è al contempo artistica, tecnologica e sociale. Sul piano artistico, il decennio dimostrò che la musica popolare era capace di un’ambizione intellettuale e politica paragonabile alle forme d’arte più riconosciute dalle istituzioni accademiche. Il Premio Pulitzer di Kendrick Lamar ne è la manifestazione più spettacolare, ma abbondano altri segnali: l’ammissione di Bob Dylan al Premio Nobel per la Letteratura nel 2016, il riconoscimento museale dei videoclip di Beyoncé e la programmazione di artisti pop nelle grandi sale da concerto classiche.
Sul piano tecnologico, le infrastrutture di streaming costruite negli anni 2010 costituiscono ormai il quadro permanente della distribuzione musicale mondiale. TikTok, apparso nella seconda metà del decennio, stava già ricomponendo profondamente le modalità di scoperta e viralizzazione musicale, annunciando nuove trasformazioni per gli anni 2020. La musica generata dall’intelligenza artificiale, ancora allo stadio embrionale negli anni 2010, cominciava ad affacciarsi all’orizzonte, sollevando domande fondamentali sulla creatività, l’autenticità e la stessa definizione dell’arte musicale.
Infine, gli anni 2010 resteranno nella storia come il decennio in cui la diversità culturale e identitaria prese la propria definitiva rivincita sugli standard anglosassoni e occidentali che dominavano la musica popolare mondiale dagli anni Cinquanta. Il K-Pop, gli Afrobeats, il reggaeton, il pop francofono di Stromae e Aya Nakamura — tutte correnti che dimostrarono, una volta per tutte, che la grande musica non ha né lingua né confini.
🇫🇷 Top 50 — Canzoni più popolari degli anni 2010 in Francia
Classifica stilata a partire dalle certificazioni SNEP, dai dati di streaming, dalle rotazioni radiofoniche e dall’impatto culturale duraturo sul pubblico francese.
| # | Titolo | Artista | Anno | Genere |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Djadja | Aya Nakamura | 2018 | Afropop / R&B francese |
| 2 | Pookie | Aya Nakamura | 2017 | Afropop / R&B francese |
| 3 | Papaoutai | Stromae | 2013 | Electro Pop / Afropop belga |
| 4 | Alors on danse | Stromae | 2010 | Electro Pop belga |
| 5 | Formidable | Stromae | 2013 | Electro Pop belga |
| 6 | Tout le monde | Orelsan | 2017 | Rap francese |
| 7 | La Fête est finie | Orelsan | 2017 | Rap francese |
| 8 | La Quête | Grand Corps Malade & Camille Laframboise | 2015 | Slam / Pop francese |
| 9 | Bloqué | Soolking | 2018 | Rap / Afropop francese |
| 10 | Chocolat | Roméo Elvis & Le Motel | 2016 | Rap belga |
| 11 | Commando | PNL | 2015 | Trap francese |
| 12 | Au DD | PNL | 2019 | Trap / Cloud rap francese |
| 13 | Destinée | Ninho | 2019 | Rap francese |
| 14 | Tchiki Tchiki | Ninho & Alonzo | 2018 | Rap francese |
| 15 | Écrire pour exister | Soprano | 2016 | Rap / Pop francese |
| 16 | Fais-moi signe | Vianney | 2017 | Folk Pop francese |
| 17 | Je m’en vais | Vianney | 2014 | Folk Pop francese |
| 18 | Bébé | Vitaa & Slimane | 2018 | Pop R&B francese |
| 19 | À nos actes manqués | Francis Cabrel (revival anni 2010) | Successo duraturo | Folk Pop francese |
| 20 | Rolling in the Deep | Adele | 2010 | Pop / Soul |
| 21 | Someone Like You | Adele | 2011 | Pop / Soul |
| 22 | Hello | Adele | 2015 | Pop / Soul |
| 23 | Shape of You | Ed Sheeran | 2017 | Pop / Dancehall |
| 24 | Thinking Out Loud | Ed Sheeran | 2014 | Pop / Soul |
| 25 | Despacito (remix) | Luis Fonsi & Daddy Yankee ft. Justin Bieber | 2017 | Reggaeton / Pop |
| 26 | Happy | Pharrell Williams | 2013 | Pop / Funk / Soul |
| 27 | Get Lucky | Daft Punk ft. Pharrell Williams & Nile Rodgers | 2013 | French Touch / Disco |
| 28 | Uptown Funk | Mark Ronson ft. Bruno Mars | 2014 | Pop / Funk |
| 29 | Blurred Lines | Robin Thicke ft. T.I. & Pharrell | 2013 | Pop / R&B |
| 30 | One Dance | Drake ft. Wizkid & Kyla | 2016 | Afrobeats / Pop |
| 31 | Sorry | Justin Bieber | 2015 | Pop / Dancehall |
| 32 | Love Yourself | Justin Bieber | 2015 | Pop / Folk |
| 33 | Royals | Lorde | 2013 | Indie Pop / Art Pop |
| 34 | Shake It Off | Taylor Swift | 2014 | Pop |
| 35 | Bad Blood | Taylor Swift ft. Kendrick Lamar | 2015 | Pop / Hip-Hop |
| 36 | Chandelier | Sia | 2014 | Pop / Dance |
| 37 | Cheap Thrills | Sia ft. Sean Paul | 2016 | Pop / Dancehall |
| 38 | Lean On | Major Lazer ft. MØ & DJ Snake | 2015 | Electro Pop / World |
| 39 | Turn Down for What | DJ Snake & Lil Jon | 2013 | Electro / Hip-Hop |
| 40 | Taki Taki | DJ Snake ft. Selena Gomez, Ozuna, Cardi B | 2018 | Electro / Latin Pop |
| 41 | Bad Guy | Billie Eilish | 2019 | Pop / Elettronica |
| 42 | Bury a Friend | Billie Eilish | 2019 | Dark Pop / Elettronica |
| 43 | God’s Plan | Drake | 2018 | Hip-Hop / Trap |
| 44 | HUMBLE. | Kendrick Lamar | 2017 | Hip-Hop |
| 45 | Crazy in Love (Beyoncé) | Successo duraturo anni 2010 | 2003 / revival 2013 | R&B / Pop |
| 46 | Gangnam Style | Psy | 2012 | K-Pop / Dance |
| 47 | DNA | BTS | 2017 | K-Pop |
| 48 | Bohemian Rhapsody | Queen (riedizione film 2018) | 2018 (re-release) | Rock / Pop |
| 49 | Roses | Saint Jhn (remix Imanbek) | 2019 / virale 2020 | Pop / Elettronica |
| 50 | L’Amérique | Christophe Maé | 2013 | Folk Pop francese |
🎵 Top 50 — Canzoni più popolari degli anni 2010 nel mondo
Classifica stilata a partire dai dati di streaming (Spotify, YouTube), dalle certificazioni IFPI e RIAA, dalle rotazioni radiofoniche e dall’impatto culturale mondiale.
| # | Titolo | Artista | Anno | Genere |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Shape of You 🏆 N°1 streaming | Ed Sheeran | 2017 | Pop / Dancehall |
| 2 | Despacito (remix) | Luis Fonsi & Daddy Yankee ft. Justin Bieber | 2017 | Reggaeton / Pop |
| 3 | Rolling in the Deep | Adele | 2010 | Pop / Soul |
| 4 | Uptown Funk | Mark Ronson ft. Bruno Mars | 2014 | Pop / Funk |
| 5 | Someone Like You | Adele | 2011 | Pop / Soul |
| 6 | Happy | Pharrell Williams | 2013 | Pop / Funk |
| 7 | Get Lucky | Daft Punk ft. Pharrell Williams & Nile Rodgers | 2013 | French Touch / Disco Pop |
| 8 | Blurred Lines | Robin Thicke ft. T.I. & Pharrell | 2013 | Pop / R&B |
| 9 | One Dance | Drake ft. Wizkid & Kyla | 2016 | Afrobeats / Pop |
| 10 | Gangnam Style | Psy | 2012 | K-Pop / Dance |
| 11 | Lean On | Major Lazer ft. MØ & DJ Snake | 2015 | Electro Pop / World |
| 12 | Chandelier | Sia | 2014 | Pop / Dance |
| 13 | Royals | Lorde | 2013 | Indie Pop |
| 14 | HUMBLE. | Kendrick Lamar | 2017 | Hip-Hop |
| 15 | God’s Plan | Drake | 2018 | Hip-Hop / Trap |
| 16 | Hello | Adele | 2015 | Pop / Soul |
| 17 | Shake It Off | Taylor Swift | 2014 | Pop |
| 18 | Sorry | Justin Bieber | 2015 | Pop / Dancehall |
| 19 | Roar | Katy Perry | 2013 | Pop |
| 20 | Firework | Katy Perry | 2010 | Pop / Dance |
| 21 | Bad Guy | Billie Eilish | 2019 | Dark Pop / Elettronica |
| 22 | Thinking Out Loud | Ed Sheeran | 2014 | Pop / Soul |
| 23 | Can’t Stop the Feeling! | Justin Timberlake | 2016 | Pop / Funk |
| 24 | Old Town Road | Lil Nas X ft. Billy Ray Cyrus | 2019 | Country Trap / Hip-Hop |
| 25 | Wake Me Up | Avicii | 2013 | EDM / Folk |
| 26 | Levels | Avicii | 2011 | Progressive House |
| 27 | Somebody That I Used to Know | Gotye ft. Kimbra | 2011 | Indie Pop / Art Rock |
| 28 | Stay With Me | Sam Smith | 2014 | Pop / Soul |
| 29 | Writing’s on the Wall | Sam Smith | 2015 | Pop / Soul |
| 30 | Closer | The Chainsmokers ft. Halsey | 2016 | Electro Pop |
| 31 | Don’t You Worry Child | Swedish House Mafia ft. John Martin | 2012 | Progressive House |
| 32 | Work | Rihanna ft. Drake | 2016 | Dancehall / R&B |
| 33 | Love The Way You Lie | Eminem ft. Rihanna | 2010 | Hip-Hop / Pop |
| 34 | Call Me Maybe | Carly Rae Jepsen | 2012 | Pop |
| 35 | Perfect | Ed Sheeran | 2017 | Pop / Folk |
| 36 | Stressed Out | Twenty One Pilots | 2015 | Indie Pop / Rap |
| 37 | Ride | Twenty One Pilots | 2015 | Indie Pop / Rap |
| 38 | Radioactive | Imagine Dragons | 2012 | Pop / Rock |
| 39 | Demons | Imagine Dragons | 2012 | Pop / Rock |
| 40 | Counting Stars | OneRepublic | 2013 | Pop / Folk Rock |
| 41 | Let Her Go | Passenger | 2012 | Folk Pop |
| 42 | Boom Clap | Charli XCX | 2014 | Synth Pop |
| 43 | Lose Control | Meduza & Becky Hill & Goodboys | 2019 | House / Electro Pop |
| 44 | Sunflower | Post Malone & Swae Lee | 2018 | Pop / Hip-Hop |
| 45 | Rockstar | Post Malone ft. 21 Savage | 2017 | Trap / Pop |
| 46 | Bodak Yellow | Cardi B | 2017 | Hip-Hop / Trap |
| 47 | Formation | Beyoncé | 2016 | Pop / Trap / R&B |
| 48 | 7 Years | Lukas Graham | 2015 | Pop / Soul |
| 49 | Stitches | Shawn Mendes | 2015 | Pop / Folk |
| 50 | Papaoutai | Stromae | 2013 | Electro Pop / Afropop |
🌍 Top 50 — Musica del mondo degli anni 2010
Selezione internazionale che copre Africa, America Latina, Caraibi, Asia, Medio Oriente ed Europa non anglofona — riflesso di un decennio di globalizzazione musicale senza precedenti.
| # | Titolo | Artista | Paese / Regione | Genere |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Despacito 🌍 Record mondiale | Luis Fonsi & Daddy Yankee ft. Justin Bieber | Porto Rico / USA | Reggaeton / Pop |
| 2 | Gangnam Style | Psy | Corea del Sud | K-Pop / Dance |
| 3 | One Dance | Drake ft. Wizkid & Kyla | USA / Nigeria / Regno Unito | Afrobeats / Pop |
| 4 | Lean On | Major Lazer ft. MØ & DJ Snake | USA / Danimarca / Francia | Electro Pop / World |
| 5 | Mi Gente | J Balvin & Willy William | Colombia / Francia | Reggaeton / Afropop |
| 6 | La Tortura | Shakira ft. Alejandro Sanz (successo anni 2010) | Colombia / Spagna | Latin Pop |
| 7 | Chantaje | Shakira ft. Maluma | Colombia | Reggaeton / Latin Pop |
| 8 | Felices los 4 | Maluma | Colombia | Reggaeton / Pop |
| 9 | Criminal | Natti Natasha & Ozuna | Rep. Dominicana / Porto Rico | Reggaeton |
| 10 | DNA | BTS | Corea del Sud | K-Pop |
| 11 | Boy With Luv | BTS ft. Halsey | Corea del Sud / USA | K-Pop / Pop |
| 12 | Kill This Love | Blackpink | Corea del Sud | K-Pop |
| 13 | Boombayah | Blackpink | Corea del Sud | K-Pop |
| 14 | African Giant | Burna Boy | Nigeria | Afrobeats / Afro-fusione |
| 15 | Ye | Burna Boy | Nigeria | Afrobeats |
| 16 | Soco | Wizkid ft. Spotless, Terri, Ceeza Milli | Nigeria | Afrobeats |
| 17 | Fever | Wizkid ft. Tiwa Savage | Nigeria | Afrobeats |
| 18 | Fall | Davido | Nigeria | Afrobeats |
| 19 | If | Davido | Nigeria | Afrobeats |
| 20 | Djadja | Aya Nakamura | Francia (origini Mali) | Afropop / R&B francese |
| 21 | Papaoutai | Stromae | Belgio (origini Congo) | Electro Pop / Afropop |
| 22 | Aïcha | Khaled (successo anni 2010) | Algeria | Raï |
| 23 | Clandestino | Shakira & Maluma | Colombia | Latin Pop |
| 24 | Danza Kuduro | Don Omar & Lucenzo | Porto Rico / Portogallo | Reggaeton / Kuduro |
| 25 | Kuduro | Lucenzo ft. Don Omar | Portogallo / Angola | Kuduro / World |
| 26 | Gasolina | Daddy Yankee (successo anni 2010) | Porto Rico | Reggaeton |
| 27 | Sorry | Justin Bieber | Canada | Pop / Dancehall |
| 28 | Jai Ho | A.R. Rahman (successo anni 2010) | India | Bollywood / World |
| 29 | Tum Hi Ho | Arijit Singh | India | Bollywood / Pop |
| 30 | Gerua | A.R. Rahman | India | Bollywood |
| 31 | Melodia de Rio | Seu Jorge (successo anni 2010) | Brasile | Samba / Pop brasiliana |
| 32 | Ai Se Eu Te Pego | Michel Teló | Brasile | Forró / Sertanejo |
| 33 | Bara Bere | Meriem Benallal | Algeria | Raï / Pop maghrebina |
| 34 | Salam | Saad Lamjarred | Marocco | Pop araba / World |
| 35 | LM3ALLEM | Saad Lamjarred | Marocco | Pop araba / Elettronica |
| 36 | Maelezo | Diamond Platnumz | Tanzania | Bongo Flava / Afropop |
| 37 | Number One | Diamond Platnumz ft. Tiwa Savage | Tanzania / Nigeria | Afropop |
| 38 | Jerusalem | Alpha Blondy (successo anni 2010) | Costa d’Avorio | Reggae africano |
| 39 | Isabella | Kizomba — Paulo Flores | Angola | Kizomba |
| 40 | Feeling | Adekunle Gold | Nigeria | Afropop / Highlife |
| 41 | E be things | Mr Eazi | Ghana / Nigeria | Afropop / Banku Music |
| 42 | Katapult | Gims (Maître Gims) | Francia (origini Congo) | Rap / Afropop francese |
| 43 | Bella | Gims ft. Dadju | Francia | R&B / Afropop francese |
| 44 | Taki Taki | DJ Snake ft. Selena Gomez, Ozuna, Cardi B | Francia / Mondo | Electro / Latin Pop |
| 45 | Turn Down for What | DJ Snake & Lil Jon | Francia / USA | Electro / Trap |
| 46 | Mundian To Bach Ke | Panjabi MC (successo anni 2010) | Regno Unito / India (Punjabi) | Bhangra / Hip-Hop |
| 47 | Orinoco Flow | Enya (successo duraturo) | Irlanda | New Age / Celtico |
| 48 | Jerusalema | Master KG ft. Nomcebo Zikode | Sudafrica | Afropop / Gospel |
| 49 | Bamako | Amadou & Mariam | Mali | Afrobeat / World |
| 50 | 7 Seconds | Youssou N’Dour (successo duraturo) | Senegal | Mbalax / World |
🎬 Top 30 — Videoclip più popolari degli anni 2010
Negli anni 2010, il videoclip subì una profonda trasformazione: YouTube sostituì definitivamente MTV, i record di visualizzazioni si misuravano in miliardi, e nuovi formati — video verticali, lyric video, esibizioni dal vivo filmate — ridefinirono l’arte dell’immagine musicale. Questi trenta video figurano tra i più visti, i più discussi e i più influenti del decennio.
| # | Video / Titolo | Artista | Anno | Regista / Particolarità |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Despacito 🏆 7 miliardi di visualizzazioni | Luis Fonsi & Daddy Yankee ft. Justin Bieber | 2017 | Carlos Pérez — girato a La Perla, Porto Rico; il video più visto nella storia di YouTube al momento della pubblicazione |
| 2 | Gangnam Style | Psy | 2012 | Cho Soo-hyun — il primo video di YouTube a superare il miliardo di visualizzazioni; la coreografia del cavallo divenne un fenomeno mondiale |
| 3 | Shape of You | Ed Sheeran | 2017 | Jason Koenig — video di muay thai, oltre 5 miliardi di visualizzazioni, il brano più riprodotto in streaming nella storia di Spotify |
| 4 | Lemonade (film) | Beyoncé | 2016 | Kahlil Joseph, Melina Matsoukas e altri — film visivo di un’ora, HBO; una rivoluzione dell’album-film come forma d’arte |
| 5 | Formation | Beyoncé | 2016 | Melina Matsoukas — Louisiana post-Katrina, riferimenti al Black Power, il grande video politico ed estetico del decennio |
| 6 | HUMBLE. | Kendrick Lamar | 2017 | Dave Meyers & The Little Homies — estetica barocca, riferimenti al Rinascimento italiano, video hip-hop come opera d’arte totale |
| 7 | Bad Guy | Billie Eilish | 2019 | Dave Meyers — colori primari sgargianti, umorismo assurdo, rivelazione visiva di un’artista con uno stile completamente unico |
| 8 | Rolling in the Deep | Adele | 2010 | Sam Brown — stoviglie rotte, stanza invasa dalle ceneri, un video di magnifica sobrietà al servizio di una voce incomparabile |
| 9 | Uptown Funk | Mark Ronson ft. Bruno Mars | 2014 | Bruno Mars & Philip Andelman — omaggio agli anni ’70-’80, dinamismo totale, oltre 4 miliardi di visualizzazioni |
| 10 | Happy | Pharrell Williams | 2013 | We Are from LA — il primo videoclip musicale di 24 ore continue; Oscar e Golden Globe per la Migliore Canzone Originale |
| 11 | Papaoutai | Stromae | 2013 | Julien Soulier — pupazzi articolati e un bambino alla ricerca del padre assente, video commovente premiato nei festival di tutto il mondo |
| 12 | Get Lucky | Daft Punk ft. Pharrell Williams & Nile Rodgers | 2013 | Warren Fu — robot dorati, Pharrell e Nile Rodgers faccia a faccia, elegante semplicità |
| 13 | Somebody That I Used to Know | Gotye ft. Kimbra | 2011 | Natasha Pincus — corpi dipinti che si fondono con uno sfondo colorato, piano fisso di impressionante efficacia visiva |
| 14 | Royals | Lorde | 2013 | Joel Kefali — estetica adolescenziale spoglia di artifici, bianco e nero, un video indie che fondò un intero linguaggio visivo |
| 15 | This Is America | Childish Gambino | 2018 | Hiro Murai — capolavoro politico, satira della violenza americana, tensione tra danza e caos, il video più discusso del 2018 |
| 16 | Alright | Kendrick Lamar | 2015 | Colin Tilley — estetica seppia, volo su Compton, inno del movimento Black Lives Matter |
| 17 | Chandelier | Sia | 2014 | Sia & Daniel Pearl — Maddie Ziegler in body color carne che balla da sola, video di danza contemporanea di rara intensità |
| 18 | Elastic Heart | Sia | 2015 | Sia & Ryan Heffington — Maddie Ziegler e Shia LaBeouf in una gabbia di metallo, sfida di danza profondamente commovente |
| 19 | DNA | BTS | 2017 | YG Production — coreografia di gruppo curata al millimetro, estetica colorata del K-Pop, record di visualizzazioni per un gruppo coreano |
| 20 | Kill This Love | Blackpink | 2019 | Seo Hyun-seung — messa in scena militare e glamour, record di visualizzazioni in 24 ore per un gruppo K-Pop femminile |
| 21 | Old Town Road | Lil Nas X ft. Billy Ray Cyrus | 2019 | Calmatic — Far West reinterpretato, umorismo assurdo, video simbolo della fusione di generi e del potere di TikTok |
| 22 | Blurred Lines | Robin Thicke ft. T.I. & Pharrell | 2013 | Diane Martel — video molto controverso per la rappresentazione delle donne, dibattito mondiale sulla sessualizzazione nei videoclip |
| 23 | Closer | The Chainsmokers ft. Halsey | 2016 | — narrazione minimalista e nostalgica, lyric video che accompagnò il numero uno più longevo nella storia della Billboard Hot 100 |
| 24 | Lean On | Major Lazer ft. MØ & DJ Snake | 2015 | Tim Erem — Rajasthan, India, immagini di deserto e palazzi, un video di world music di travolgente bellezza |
| 25 | Work From Home | Fifth Harmony ft. Ty Dolla Sign | 2016 | Director X — estetica glamour da cantiere, empowerment femminile, oltre un miliardo di visualizzazioni |
| 26 | Bad Blood | Taylor Swift ft. Kendrick Lamar | 2015 | Joseph Kahn — azione cinematografica, cast stellare, MTV VMA Video dell’Anno 2015 |
| 27 | God’s Plan | Drake | 2018 | Karena Evans — Drake distribuisce l’intero budget del video (1 milione di dollari) a persone bisognose a Miami; un video con un reale impatto sociale |
| 28 | Telephone | Lady Gaga ft. Beyoncé | 2010 | Jonas Åkerlund — cortometraggio di nove minuti ispirato a Tarantino, collaborazione iconica tra le due regine del pop |
| 29 | Mi Gente | J Balvin & Willy William | 2017 | Director X — esplosione di colori, ballo mondiale, Beyoncé si unì ufficialmente al video nella sua versione remix |
| 30 | Bohemian Rhapsody | Queen (film 2018) | 2018 | Bryan Singer — trailer e riedizione — rinascita mondiale del video originale del 1975, un miliardo di nuove visualizzazioni |